Gli esperti - Click for Fun

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Bob Bailey

“Secondo me, clicker-training è una parola coniata, e la Signora che l’ha coniata, o, perlomeno, che l’ha resa popolare, è Karen Pryor. Clicker training, nuovamente secondo me, è sempre stato quello che Karen avrebbe voluto che fosse. Dico questo in modo azzardato. Come si può dedurre dalla mia vaga definizione, il significato del “clicker training” è cambiato da quando, io e Karen, abbiamo cominciato a parlarne qualche decennio fa.

A quel tempo il clicker training era più o meno un “gergo tecnico” dell’addestramento operante. Ben presto è diventato molto di più di un sottoinsieme del condizionamento operante, tralasciando alcuni degli aspetti più punitivi dell’addestramento.”



Karen Pryor


“Clicker training è un “termine” (o un gergo tecnico degli addestratori) che indica un condizionamento operante che utilizza un rinforzo positivo e un segnale marcatore”.



Ken Ramirez

“Nelle mie classi, io spesso faccio riferimento al clicker training come “un altro termine” per indicare il condizionamento operante – che comunque, implica l’uso di un solo aspetto della scienza: il rinforzo positivo”.



Dr. Jesus Rosales-Ruiz

“Questa è la mia semplice risposta: Clicker training = Rinforzo Differenziato con un segnale marcatore. Io credo sia importante trasmettere il concetto del rinforzo differenziato che include il rinforzo e l’estinzione. Che non va confuso con la ricompensa e la punizione, la carota e il bastone etc...”


Gail Fisher


“Il Clicker Training è un unione di psicologia, tecnologia e ideologia:
- Psicologia:
* Basata sulla “Teoria dell’apprendimento” - Condizionamento Operante. L’animale è responsabile volontariamente del suo comportamento.
* La Legge dell’Effetto di Thomdike: (in parole povere): le ricompense rafforzano il comportamento; le conseguenze indesiderate (le punizioni) lo indeboliscono.

- Tecnologia: l’uso di un segnalatore (segnale marcatore) per indicare un momento preciso del comportamento: da una parte mentre si rinforza il segnale marcatore indica che ”il +R è disponibile”. Dall’altra parte, nella punizione, significa “Questo comportamento ha prodotto una punizione negativa”.

- Ideologia:
* l’addestratore e l’animale collaborano insieme (in opposizione al concetto di addestratore come “leader” o come “dominante”).
* Si da importanza al rinforzo positivo (+R) e alla punizione negativa (-P).
* Il comportamento viene rinforzato e ottenuto più velocemente attraverso i rinforzi piuttosto che l’evitare qualcosa di indesiderato. (detto in altro modo: si attraggono più api con il miele che con l’aceto)
* Anche nell’inconveniente dell’uso delle punizioni, un clicker trainer segue il principio: primo, non fare del male.

Il risultato: Il Clicker Training è il miglior metodo d’addestramento”


Alessandra Kurland


“E’ una domanda semplice, e in realtà è anche una risposta semplice. Per me l'elemento che definisce il clicker training è l’uso di un segnale marcatore che collega un comportamento desiderato con qualcosa che l’animale vuole attivamente guadagnare.
Utilizzare un clicker non è un requisito fondamentale. Il segnale marcatore può essere qualunque cosa: un clicker, un fischietto, un segnale verbale, una luce lampeggiante, un segnale gestuale etc. Come il segnale viene usato, e non che cos’è, è l’elemento importante.

Come viene usato il segnale: Bisogna considerare due aspetti del click: che cosa succede prima , e che cosa succede dopo. Ciò che succede immediatamente PRIMA del suono del click è un comportamento che l’addestratore vorrebbe rinforzare. Ciò che succede immediatamente DOPO il click è un evento che l’animale vorrebbe rinforzare, come ricevere il cibo. Il click unisce questi due desideri.
In questo modo il comportamento porta al click che a sua volta porta al rinforzo e secondo me questa è la migliore definizione del concetto di  clicker training.
Come il comportamento viene catturato non è un problema. Il comportamento può essere generato in una varietà di modi. Può essere “catturato”. Può essere modellato attraverso successive approssimazioni senza l’uso di aiuti o barriere. Infine può essere catturato usando delle scorciatoie. Queste scorciatoie includono il targeting, il mettere pressione e il togliere pressione.  
Entrambi questi metodi possono essere molto efficaci, ma facilmente possono trasformarsi in un nulla di fatto. Quando il targeting diventa un adescamento con il cibo, l'animale può eseguire il comportamento, ma la sua attenzione è spesso orientata sul cibo. Il potere del segnale marcatore è perso perché l'animale è troppo concentrato nel seguire il cibo. Proprio come il target può perdere la sua efficacia quando diventa un adescamento con il cibo anche il mettere pressione e il togliere pressione può degenerare.
L’animale può shiftare l’attenzione dall’ informazione che utilizza per ottenere il click e il boccone, all’aumento della pressione effettuata dall’’addestramento basato sulla minaccia.
Addolcire il solito sistema di mettere e togliere pressione aggiungendo il click e il boccone, per correggere le risposte del cane, è un miglioramento rispetto ai vecchi sistemi. Il clicker incoraggia le persone a dividere l’addestramento in piccoli passi. Ciò li aiuta a vedere quello che vogliono che il loro cane faccia, non il comportamento indesiderato. Insegna loro come trasformare la pressione di una minaccia, in una informazione. Si aprono le porte ad altre strategie di addestramento, come il targeting e il modellare senza suggerimenti. In particolare nell’addestramento dei cavalli, non vorrei escludere l'uso del mettere e togliere pressione sotto l’ombrello del clicker training. Può essere un ponte prezioso per gli addestratori alle prime armi col clicker training. Esso consente di usare le tecniche che sono già familiari, ma rimodellate con il clicker in un approccio più naturale per il cavallo
Tuttavia, vorrei dire che si ottengono risultati diversi a seconda di come il comportamento viene ottenuto. Addolcire il solito sistema di mettere e togliere pressione con l’aggiunta di un click ed un boccone è un approccio più umano di addestramento rispetto all’alternativa, ma utilizzato solo in questo modo non farà brillare gli occhi dell’animale e non raggiungerà mai il livello di interattività che si raggiunge attraverso il modellare senza suggerimenti.
Tuttavia, che il cavallo abbia gli occhi che brillano, quando si tratta di un cavallo di quasi 500Kg, può essere troppo difficile da gestire inizialmente per il suo proprietario. Incoraggio quindi gli addestratori alle prime armi col clicker training ad usare un mix di metodi di addestramento: targeting, mettere e togliere pressione in associazione con il click e boccone per enfatizzare le risposte corrette. Ogni comportamento complesso dovrebbe comprendere alcuni elementi ottenuti con il modellamento senza suggerimenti. Ad esempio potrei insegnare ad un cavallo a mettere la zampa anteriore su un tappetino, ma userei il modellamento senza suggerimenti per impostare la posizione in avanti della testa e delle orecchie. La scelta della metodologia (il metodo di modellamento) non fa parte della definizione del concetto di clicker training. Piuttosto, rappresenta l'arte della sua esecuzione.”


 
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